“Il Carpi ha vinto perché aveva più fame agonistica del Lecce e chi vince sul campo per me lo fa sempre con pieno merito”. Ledian Memushaj parla per la prima volta dopo la finale play off dello scorso giugno (nella gara di ritorno era squalificato), dopo avere rivestito la casacca biancorossa a distanza di un anno (prestito dal Lecce con diritto di riscatto). “Ringrazio la famiglia Tesoro per lo sforzo che ha fatto per acquisire dal Chievo il mio cartellino e per avere esaudito la mia richiesta di ritornare a Carpi. Ho sempre saputo che i rapporti tra le due società sono buoni, in particolare con il direttore Giuntoli, e così si è concretizzata questa grande opportunità. A Lecce sono stato bene con tutti, ma ora sono molto felice di essere di nuovo qui e pur di non fare saltare il trasferimento, ho fatto qualche rinuncia a livello economico”.
Memu, purosangue di razza, ritrova a Carpi la serie B dopo averla conosciuta da gennaio 2011 con la maglia del Portogruaro (15 presenze e 2 gol). “Intanto a 26 anni non potevo farmi sfuggire questa occasione – prosegue il centrocampista – è troppo importante per la mia carriera. Poi, dopo la finale persa con la Pro Vercelli, ero in debito con la società e il pubblico di Carpi. Infine, se Giuntoli chiama, io rispondo presente…Ci vogliamo bene perché abbiamo anche giocato insieme e per due volte mi ha voluto a Carpi, una piazza nella quale mi sento come a casa e dove lavorano grandi professionisti all’interno di una società solida e organizzata”.
Per Stefano Vecchi, Memu è stato il miglior centrocampista dello scorso campionato, così come Della Rocca è stato l’attaccante più bravo. “Sono contento delle parole del mister, ma ora devo confermare sul campo quello che lui pensa di me. Contraccambio i suoi complimenti dicendo che il Sudtirol è stata la squadra che ha giocato il miglior calcio del girone e sono d’accordo con lui sul giudizio di Gigi. Il primo impatto è stato molto positivo e sono convinto che questo gruppo possa fare bene anche in serie B”. Nel ritiro di Brentonico, Ledian ha trovato due connazionali, Cani e Kiakis, e ritrovato tanti vecchi compagni con i quali i rapporti non si sono mai interrotti, in particolare con Fabio Concas. “Cico è il mio amicone e siamo di nuovo in camera assieme – conclude – sono felice che sia stato uno dei grandi protagonisti della promozione. So quanto abbiamo sofferto per la sconfitta con la Pro Vercelli e lui come Poli, Perini, Pasciuti, Totò Di Gaudio e gli altri che erano in campo quel giorno, meritavano una rivincita. Ora però dobbiamo lavorare insieme per realizzare un’altra impresa: la salvezza in serie B”.



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